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L'Ottocento e la Scuola di Posillipo

 

Castel dell'Ovo dalla spiaggia, quadro olio su tela di Anton Sminck van Pitloo

 

La Scuola di Posillipo è un movimento di arte pittorica sviluppatosi a Napoli tra il 1820 e il 1850 avente connotati in parte paesaggistici e in parte romantici e che  trae spunto dai paesaggi di Micco Spadaro e di Salvator Rosa, nonchè dalle opere di artisti quali John Constable e William Turner

Si aggiunge poi una intensa produzione pittorica di quadri minori, in gran voga in quel periodo, da vendere ai numerosi turisti stranieri che affollavano Napoli, tappa obbligatoria del Gran Tour, opera di artisti da strada che gli accademici definirono in senso dispregiativo come appartenenti alla "Scuola di Posillipo".  Soggetti tipici erano i paesaggi del Vesuvio, di Pompei, i paesaggi marini delle isole (Capri, Ischia), viste di località famose (Sorrento, Amalfi) e di altri scorci della città.

Si può comunque far risalire la nascita del movimento pittorico all'olandese Anton Sminck Van Pitloo, che giunse a Napoli nel 1815 e vi soggiornò fino alla sua morte avvenuta nel 1837. Proveniente da Parigi, dove aveva avuto contatti con i pittori francesi dell'epoca, Van Pitloo introdusse  la tecnica della pittura "all'aria aperta", utilizzata da Monet e dagli impressionisti francesi. Il pittore olandese dipinse meravigliosi paesaggi della città partenopea, producendo tele ricche di luce ed effetti cromatici di rara bellezza. 

 

Il laureato, di Giacomo Di Chirico

 

Esponente della corrente pittorica fu Giacomo Di Chirico, di origini lucane, nelle cui opere si trovano spesso soggetti storici, rappresentazioni della sua terra, che riscossero un grande successo all'estero (in particolare in Francia). Di Chirico fu insignito con la croce di “Cavaliere d’Italia” dal re Vittorio Emanuele II.

Il pittore Giacinto Gigante, figlio d'arte, in tarda età abbracciò anch'egli la scuola di Posillipo. Dopo aver studiato con Pitloo, Gigante riuscì a fondere le nuove conoscenze pittoriche con la sua arte e le sue specialità (era anche un ottimo tipografo) e creò dei quadri con taglio quasi fotografico - in maggioranza acquerelli - aventi per soggetto spettacolari  paesaggi di Amalfi, Capri, Caserta, il Vesuvio.

Da annoverare come apparteneti alla Scuola di Posillipo, che si esaurisce completamente il suo corso verso il 1860,  molti artisti minori quali Achille Vianelli, Gabriele Smargiassi, Salvatore Fergola, Frans Vervloet e Gustavo Witting.

 

 
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